Marius L. – 20.03.2026.. Cui prodest?
Siamo Dio! Tutti, nessuno escluso. E questa è la vibrazione che dobbiamo immettere nell’etere.
Ci sono così tanti di quei messaggi subliminali, e anche non, che dicono l’esatto contrario, che siamo peccatori, servi, che non meritiamo nulla, che dobbiamo solo soffrire, e non possedere nulla, che un po’ di contrasto non fa assolutamente male.
Del resto, tutto ciò a chi giova esattamente?
Forse a quelli che poi si prendono tutto, comprese le nostre vite e, magari, anche le nostre anime? (Cosa che sicuramente tentano di fare continuamente).
Siamo residenti, incarnati, di questo spazio. Così, dovremmo avere gli stessi diritti di qualsiasi altro abitante.
Eppure troviamo chi possiede praticamente tutto, e chi invece nulla o quasi. Con differenze madornali e paradossali.
Anzi, cercano di insegnarti fin dalla nascita che è peccato possedere qualcosa, che non devi neanche desiderarlo, e che il Signore, in qualsiasi modo esista, non ci accoglierà se proveremo a farlo.
E la conseguenza è solo sofferenza, povertà, mortificazione, sacrificio per la quasi totalità, ma una piccola percentuale se ne tira fuori, del pianeta.
Ma chi ha fissato gli obiettivi per questa porzione di spazio? Chi ha statuito, disposto, determinato, ciò che dobbiamo conquistare, e quanto dobbiamo lottare per farlo?
Abbiamo trovato tutto pronto, idee, convinzioni, concetti, pregiudizi. E quando qualcuno mette in discussione, anche a livello planetario, la cosiddetta consapevolezza sociale, non va mai incontro ad una bella esperienza, venendo messo a tacere, o, peggio, venendo ingoiato dal sistema.
Ma quali obiettivi, creazioni, manifestazioni e realizzazioni vorremmo per noi?
E in che tipo di Pianeta desideriamo vivere, e lasciare a quelli che vorranno sperimentare dopo di noi quest’area? (Che poi, anche per questi ultimi valgono ovviamente le stesse domande e auspici).
Ognuno potrà e dovrà rispondere per se, ma tutti insieme possiamo collaborare per qualcosa che magari approdi ad un ché di straordinario, stupendo, ed estremamente gradevole per tutti, pur nel rispetto della perfetta unicità e diversità di ciascuno.
“Ama e fa quel che vuoi” è un buon modo per iniziare, anche se più importante di amare, attesa la sua complessità e difficoltà di espressione, è evitare di ferire, di danneggiare altri.
Possiamo desiderare tutto ciò che vogliamo, ma, partendo dal presupposto che siamo tutti derivati della Sorgente del Tutto, possiamo stabilire che non è mai necessario farlo a discapito di altri. Perché lo potremo sicuramente ottenere senza togliere niente a nessuno, e senza che qualcuno si faccia in qualche modo male.
C’è talmente abbondanza nell’Universo, e così tanto da vedere ed esplorare, che ossessionarsi per l’infinitesima inezia è quantomeno stupido, oltreché certamente autodistruttivo. E nessuno è così ignorante da iniziare a vivere solo per annientarsi subito dopo.
Peraltro, anche questo, a chi gioverebbe esattamente?. Namasté.. Marius L.