Marius L. – 27.03.2026.. Amare l’Amore.
Noi siamo Amore. E l’amore è una delle prime espressioni della Fonte.
È ciò che tiene unite le cose, senza ucciderle, soffocarle. È ciò che abbraccia gli esseri, senza impedire loro di essere.
Così, si è resa necessaria la sua preesistenza mentre tutto il resto potesse esplodere nelle proprie immaginazioni ed estrinsecazioni.
L’amore avvolge, coinvolge e stravolge.
A livello di emozione, è ciò che tutti desiderano.
A livello di essere è ciò che tutti sperimentano, perché già ci fa esistere, tenendoci fermi come entità.
Generalmente chi comincia ad assaporarlo, tende a dirigerlo verso Dio, qualsiasi cosa quest’ultimo sia per ogni persona della manifestazione.
Forse, l’intento ha a che fare con le caratteristiche o gli attributi che associamo o addossiamo a Dio, che ci portano a credere che Dio mai e poi mai potrà non amarci, e mai e poi mai potrebbe tradirci, deluderci o abbandonarci.
Sono le nostre idee certamente, o, meglio, di quelli che li hanno inseriti in questa matrice.
È ovvio che qui non si tratta di giusto o sbagliato. Ma si tratta solo di qualcosa nato dopo il primo movimento della Sorgente.
Però, è indubbiamente magnifico vivere così.
Anche Shankaracharya, codificatore dell’Advaita, la dottrina dell’Uno senza secondo, ha dovuto ammettere, sul finire della sua breve ma intensissima vita, che quel tipo di emozione era così dolce e potente da far valere la pena di abdicare ai propri astratti di fondo.
In verità, l’emozione è proprio la ricchezza di questa parte di creazione, che non annovera solo la terra, comprendendo altresì tutti quegli esseri che hanno deciso di viverla e incorporarla irrimediabilmente, nel bene e nel male, nel proprio campo di sperimentazione e conoscenza.
Alla fine però, questo patrimonio si riduce nella sua naturale conseguenza, che è l’apertura. Nei confronti degli altri, del mondo, e dell’universo intero.
Perché la chiusura è solo una forma di morte. Poiché non fa vivere l’altro e gli altri, e non porta a capire, e ad abbracciare.
Chi è chiuso non intende. Non si smuove per nulla e con niente.
Non conosce rispetto, dignità, onore. Neanche per se stesso in verità. Che poi è la causa per la quale non riesce a scorgerlo negli altri.
È solo una porta sprangata, che non permette a nessuno di entrare e neanche a se di uscire.
Lo scopo della creazione, di questa perlomeno - non può però essere questo, visto che il suo codice iniziale implica l’espansione.. Namasté.. Marius L.