Marius L. – 07.05.2026.. Un’unica blanda certezza.
Abbiamo riposto tante speranze, su così tanti esseri, per essere “salvati”, per risolvere tutti i nostri melodrammi, per uscire da tutti i labirinti nei quali ci siamo introdotti, e dove peraltro, qualcuno vuole che rimaniamo il più a lungo possibile.
Il problema è che spesso non si vive. Non si riesce a farlo.
Ci si aggrappa ad un qualche modello di relazione, o a certi standard di interazioni, che esistono solo nella mente di alcuni che magari ci hanno solo pensato prima, o che, forse, hanno hackerato il sistema di consapevolezza sociale.
Tutto questo però, non riguarda esattamente gli esseri. Non tutto almeno.
E, soprattutto, non riguarda il cuore.
Così la gente neanche si riconosce. Sono, e siamo tutti, estranei.
Non c’è affetto, empatia. Cuore, amore. Non c’è amicizia, né solidarietà.
Solo confusione. E assurdità e ottusità.
Ma tutti hanno diritto di amare. E di essere amati
In una sfera illusoria, dove sembra che l’immagine sia tutto, e dove sembra che solo alcuni abbiano il diritto di avere tutto, mentre gli altri non sarebbero niente, e sembrano non vantare diritto su nulla, e dove le cose sembra vadano decisamente al rovescio, la forma invece che la sostanza, l’avere più che l’essere, la paura piuttosto che l’amore – la possibilità di ricordare chi siamo sembra talmente remota che appare solo come una sorta di favola raccontata ai bambini per permettere loro di addormentarsi.
Ma la mancata consapevolezza di ciò che siamo, delle nostre origini, e di ciò che siamo venuti a fare e/o trovare in questo punto del cosmo, non è solo terribile, ma può avere conseguenze nefaste anche sulla nostra intera esistenza, oltre a prestare il fianco in maniera malaugurata al gioco dei controllori.
E non è cosa facile da rimediare, perché c’è sempre qualcosa che ci spinge nel baratro, visto che il buio si annida nei posti più strani e impensati, e, soprattutto, dove l’afflizione è più tragica, e dove ci sono molti margini per pressare le persone, e farli sentire angosciati, confusi, impotenti, fornendo l’allucinazione di un problema più grande e più brutto di quello che è.
Per questo gli ospedali, gli uffici governativi, le scuole, si mostrano così carenti di luce, dove vengono posti al vertice solo coloro che per il loro sadismo e narcisismo, e per le loro ossessioni e brame di potere, e, soprattutto, per la loro intrinseca stupidità, promettono enormi sofferenze nei confronti di tutti coloro che, in un qualche modo e per qualche motivo, capitino sotto le loro grinfie.
Però, quando si riaccende un barlume di reminiscenza, e a volte basta solo un cenno, tutto sembra in un qualche senso tornare al proprio posto.
E può riprendere una certa fiducia, che è molto di più della speranza.
L’universo e la manifestazione, sono vasti. Si estendono in tutte le direzioni, spazio, tempo, densità.
Possiamo trovarci in qualsiasi punto, in qualsiasi momento.
Ed è da lì che possiamo e dobbiamo (ri)partire.
E questa è la fede, l’affidamento, sulla vita.
La certezza, pur blanda, ma unica.. Namasté.. Marius L.