Marius L. – 16.03.2026.. La calma come buona consigliera.
Siamo degli Esseri incredibili.
In effetti, il massimo concepibile della creazione, visto che siamo la stessa origine della medesima.
Questo in verità, è importante ricordarlo sempre, perché questo sistema, che per qualche motivo abbiamo stabilito di verificare, ha come obiettivo primario quello di farcelo dimenticare, portandoci in tal modo perennemente fuori itinerario.
Il motivo per cui, tra le indefinite possibilità di test e collaudi abbiamo opzionato di immergerci in questo gioco, è difficilissimo, o quasi impossibile, da comprendere dalla nostra attuale posizione, atteso che si dubiti che una mente lucida già oppressa da questo piano avrebbe compiuto una scelta così insensata.
In ogni caso, che sia stata una decisione consapevole, o uno scherzo del destino, o un errore da novellini, siamo qui, e dobbiamo “viverci”, principalmente, scoprendo di cosa esattamente si tratti.
Perché spesso l’equivoco nel quale maggiormente cadiamo è che, piacendoci poco o nulla di questa sovrastruttura, la soluzione migliore è quella di dileguarsi - e l’impulso è sempre presente - andandocene prima di aver compreso ciò che siamo venuti a fare, a gustare, a godere, e ad apprendere, anche.
È uno schema che, ad esempio, si riscontra e ripete spesso nei gruppi che per ragioni naturali e sovra, si formano, e dove tutti ci troviamo a transitare per un qualche momento delle nostre vite.
Frequentemente, per una causa o un’altra, e per un errore dell’uno o dell’altro, cerchiamo di fuggire dai luoghi che ci ritroviamo ad abitare, quando le cose non sono più totalmente gradevoli e appaganti. E questo spesso accade prima che i frutti degli alberi che abbiamo contribuito a seminare appaiano o, comunque, maturino.
Quindi, la conseguenza è che fuggiamo sempre prima di averne saggiato l’esatto sapore, magari sulla base del presupposto di averne avuto abbastanza o di avere acquisito sufficiente esperienza.
Un episodio simile è desumibile dalla storia di Milarepa.
Il suo maestro gli diede ordine di erigere una sorta di sacrario, ma che, una volta completato, veniva sempre considerato per qualche ragione “errato”, e, quindi, da demolire e ricostruire di nuovo, questo mentre lui avrebbe invece voluto concentrarsi solo sul ricevere i segreti della realizzazione che il primo non voleva invece trasmettergli, in quanto ritenuto ancora indegno.
Purtroppo, dopo la ripetizione di questo gioco per un certo numero di volte, Milarepa si stancò, e, con l’aiuto della moglie del maestro, che gli fornì un pezzo d’oro da utilizzare come guru-daksina, e l’informazione del guru che avrebbe potuto guidarlo nel suo percorso desiderato, lasciò anzitempo quella scuola, con grande disappunto del maestro, che in realtà, con quegli strani movimenti, lo stava “ripulendo” dalle numerose croste che, a suo dire, impedivano in lui il libero scorrere, e la pulita acquisizione della conoscenza.
Ora, senza volere a tutti i costi additare equivoci e abbagli dell’uno o dell’altro, perché forse, da una parte non esistono veramente sbagli, dall’altra è indubbio che ogni decisione dipenda indiscutibilmente dalle conoscenze che si possiedono al momento, l’unica cosa che possiamo ribadire, senza che necessariamente debba valere per l’intero universo, è che dalla fretta di agire e definire, a meno che le condizioni non siano tali da richiedere un’immediata risolutezza - raramente discende qualcosa di sano, vigoroso e duraturo, in grado peraltro di resistere alle intemperie di questo contesto.
Pertanto, la calma, al di là di ogni altro espediente, è quasi sempre buona consigliera. Perché permette in qualche modo di andare d’accordo anche con questa non sempre piacevole concezione della realtà, visto che, come sopra accennato, per un qualche folle ragionamento abbiamo ormai deciso di cascarci dentro. Namasté.. Marius L.